Aleblino
almondidea
Bajada
bareblack: the guardian angel
biaraven
Cul-tour
eccipienti
famigliafantasma
La Dama col furetto
matteobblog
River
suzuran
Witty
oggi
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
settembre 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
novembre 2005
arte
censura
cinema
cover
ferrovie
festival
gay
gltq
marinai perduti
milano
natale
pari opportunitÃ
pendolari
pensieri sparsi
pride
romeo in love
spot
visitato *loading* volte
60esimo anniversario della dichiarazione dei diritti umani
www.buffus.it/wp-content/uploads/2007/05/dito%20papa.jpg
Pur sorvolando per ora sull'attacco di dissenteria che ha colpito le bocche di alcuni esponenti del vaticano in questi giorni, mi sento di scrivere due righe sui miei cari compagni di sventura e i loro sventurati atteggiamenti.
Inutile discutere dei disservizi delle ferrovie dello stato, ho più fiducia nella conversione dell'On. Binetti all'agnosticismo che in un miglioramento del servizio.
Pendolare o deportato regolare delle FS è una condizione che non si sceglie. Ci si ritrova. Nella sventura però uno pensa che la solidarietà umana possa alleggerire il fardello che ognuno di noi deve portare. Non è così per il pendolare del "Lecco-Tirano", del "Bergamo", del "Como-Chiasso" e nemmeno della linea "suburbana S9".
Quando vede sciami di "compagni" che attendono sulla banchina infreddoliti e speranzosi di accede al vagone, il pendolare-passeggero non pensa nemmeno lontanamente che stringendosi ci sarà posto per tutti e tutti, magari meno comodamente ma tutti assieme, si arriverà a casa o al lavoro in orario.
No. Mors tua, vix mea. Homo homini lupus. Perché stare più scomodo se tanto io sul treno già ci sono?
Spasmodica esaltazione dell'individualismo. Che triste deriva della società umana...
(E permettetemi: che infezione intestinale incontenibile li colga, fermi in vagone a 10 metri dalla banchina!)
Ed è già Dicembre.
Che dire, fa "fretch" e per strada si inizia a respirare l'aria natalizia!
Non avendo ricevuto in dono da nessuno un calendario dell'avvento ho deciso che devo trovare il modo di sorprendemri da solo, giorno dopo giorno, in questa lunga attesa delle vacanze!
Il present di oggi è la dimostrazione di come il "commerciale" possa divenire stucchevole e incarnare valori positivi....che questa visione melensa sia catalizzata dal Natale? Mi piace pensare di no..
E' venuto a mancare un caro vecchio amico,
un compagno di serate esilaranti e spassose,
una "Zia" come ce ne sono poche.
Mi perdo nei ricordi di "poltroncine anni 50",
"sottoscala perché non ci va mai nessuno" e
cammelli per non essere 17 a tavola.
E' proprio una giornata uggiosa..
A te un'ultimo abbraccio
P.
E' molto che non posto.
In questi ultimi mesi son sparito un po' da tutto e da tutti perché troppi erano i cambiamenti che stavo vivendo e troppe le domande cui dovevo dare risposta.
Oggi sento che parte del lavoro è stato fatto e per quanto il lavoro sia ancora tantissimo, so dove cercare.
Vorrei dedicare questo post ai due ragazzi romani che son stati insultati e presi a sassate in zona colosseo nei giorni scorsi "perché camminavano tenendosi per mano".
Poco più di un'anno fa anche io ero a roma e anche io ho passeggiato per i fori imperiali col mio ragazzo.
Ciò che provo più che paura è rabbia. Rabbia per l'indifferenza delle persone, rabbia per chi vede e volta lo sguardo, rabbia per chi è così debole e amorfo e triste da nascondersi nel branco per non avere una posizione, per non esporsi, per non essere. Che tristezza. Che tristezza un paese che ha eletto la carfagna a ministro delle parei opportunità...rimango persino senza parole.
Christian Jankowski è un artista ma prima di tutto un buontempone ("Oops!...I did it again" è anche il titolo di una sua personale). Nei suoi video mette in scena le proprie paure e le sue piccole idiosincrasie sfruttando spesso il lato più deviante del mondo dei media. Un esempio molto interessante è l'opera Telemistica, presentata alla biennale di arti visive di Venezia nel 1999. In soldoni l'artista dopo essere stato invitato in laguna senza alcuna idea su cosa proporre come opera, poco prima dell'inaugurazione (in zona cesarini) ha chiamato per diverse notti i numeri di tutte le videocartomanti sparse per i palinsesti notturni delle reti locali, chiedendo a tutte se la sua opera avrebbe avuto successo o meno e cosa avrebbe dovuto fare per prepararsi al meglio a un evento così importante. In un'altra opera si è fatto riprendere mentre sveniva di fronte alle telecamere di un telepredicatore americano, che ha messo in onda la performance approfittandone per un sermone sul valore dell'arte come lode a Dio.
Mamamia!
Se siamo marinai perduti è vero che, come si dice, abbiamo lasciato un amore in ogni porto?
E poi perché "perduti"? di chi? di cosa?
Pedutamente innamorati o perdutamente persi in questi acquazzoni estivi in cui è impossibile scorgere un porticciolo cui aggrapparci?
In questa estate troppo estiva mi trovo alle prese con un nuovo lavoro che mai avrei pensato di fare, in una città per cui provo un odio-amore che è equiparabile solo all'amore materno in adolescenza e che attraverso sgattaiolando in non luoghi che la definiscono.
Complice l'imbiancatura casalinga mi scopro a riordinare le cartoline e le lettere di tutti i miei viaggi e tutti quei pezzi di passato che ho conservato gelosamente in qualche scatola da scarpe.
Ogni cartolina è una città, un momento, una persona.
Mi fermo e mi domando se non sia anche un'altro me, una sfaccettatura visibile solo in quel punto, in quel momento e se solo io, in un delirio di cubismo analitico, possa cogliermi nella mia interezza...
E alla fine mi riperdo per i binari della ferrovia con Dacia, nella corsica di Giaco, nella Nicosia di Luci, nella Spagna di Daria e Giò, nella Bologna di Nico, nella Berlino e nella Biella di Lore..
..e poi mi domando se come per il marinaio è questa assenza di porto che mi rende me..
forse non è ancora arrivato il momento di lasciare questo Oceano, c'è ancora da viaggiare prima di sapere qual'è la mia terra...
In questa malinconia di viaggio dedico a tutti voi acluni versi di una canzone in voga..
"Se fossi qui con me questa sera
Sarei felice e tu lo sai.
Starebbe meglio anche la luna,
ora piu' piccola che mai.
Farei anche a meno della nostalgia
Che da lontano
Torna a portarmi via
Del nostro amore solo una scia
Che il tempo poi cancellera'
E nulla sopravvivera'.
Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non e' solo un piccolo particolare. "